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Il sito

il sito archeologico
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Area Sacra

L'area sacra

E' la parte più antica dell'insediamento, la più importante e quella che pone i maggiori interrogativi. Consiste in una serie di luoghi di culto, riferibili ad epoche diverse e soggetti a vari rifacimenti. I dati di scavo lasciano ipotizzare che questa parte dell'abitato fu realizzata almeno intorno al VI-VII secolo a.C. e fortificata intorno al IV — III secolo a.C. Ignote le divinità a cui i templi erano dedicati (con una sola eccezione per il sacello di Esculapio). Le fonti antiche riferiscono del culto di Inuo e dell'Aphrodisium, santuario emporico dedicato a Venere. La disposizione di alcune delle strutture sacre fa ipotizzare la presenza di un culto in qualche modo duplice, giorno-notte, vita-morte, maschio-femmina. Si vedano le voci relative alle divinità per approfondire le varie ipotesi.

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Il Tempio A

E' il primo tempio di Castrum Inui ad essere stato scoperto. Gli archeologi ritengono sia stato costruiito nella seconda metà del III secolo a.C. e sottoposto ad una consistente ristrutturazione nel II secolo, quest'ultima aggiungendovi l'altare in peperino, il "pozzo" monolitico, ed un porticato lungo il lato meridionale. Intorno alla metà del I secolo d.C. il tempio cessò di essere funzionante. Si tratta di un luogo di culto di piccole dimensioni (4,80 m x 7,64) ad unica cella e probabilmente con due colonne sulla fronte. La parte posteriore, che volge verso il mare, poggia direttamente su un muraglione di tufo che ricalca il precedente muro di fortificazione, scomparendo nella duna da un lato e nella porta del castrum dall'altro.
Interrato all'interno del podio è stato rinvenuto un blocco di tufo infisso verticalmente e recante incisa nella parte superiore la lettera "V". Si ipotizza che la presenza del blocco e della fossa nella parte più sacra del tempio sia pertinente a riti di fondazione e consacrazione.
La soglia è in peperino e reca visibili i segni dei cardini.
L'edificio sacro fu eretto al di sopra di strutture più antiche, inclusi frammenti di decorazioni architettoniche riferibili a luoghi sacri e databili intorno al VI secolo a.C.
Il tempio, orientato in modo atipico verso nord-est, ha un podio ultimato solo su due lati ed è quasi inglobato in strutture successive, riferibili alla trasformazione dell'area in ambienti di servizio.

Aspetto di un tipico tempio etrusco

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Monolite con lettera V incisa interrato
nel podio

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Il Tempio arcaico

Il proseguimento degli scavi all'interno della cella del Tempio B, immediatamente al di sotto dei lacerti di pavimentazione in mosaico, ha rivelato l'esistenza di una struttura sacra più antica: un tempio ad oikos, arcaico, dallo straordinario stato di conservazione, inglobato e completamente sepolto nel podio del Tempio più grande e con il medesimo orientamento.
"Si tratta di un sacello con cella quadrata (di circa 6 metri di lato) — spiega il dr Francesco Di Mario, direttore degli scavi - che aveva una lunghezza complessiva ipotizzabile in circa 10 metri. Nel VI secolo a.C. il tempio più antico venne incluso nella costruzione del tempio B, smontandolo solo parzialmente in modo che la sua altezza complessiva risultasse inglobabile nel podio del nuovo edificio. Quindi fu accuratamente interrato. Tra il materiale recuperato negli strati di riempimento abbiamo trovato frammenti di materiale di importazione, coppe ioniche, coppe di ceramica attica a figure nere, ceramica etrusco-corinzia ed anche materiale in bronzo e bucchero che ci lascia supporre che nell'operazione di interro fu intaccato uno dei depositi votivi del tempio. La progettazione del tempio tardo-arcaico fu probabilmente imperniata sulla struttura più antica, che assunse funzione di 'fulcro' centrale, attorno e sopra la quale realizzare il nuovo e più grande edificio: lo spazio occupato dalla cella della struttura arcaica fu idealmente proiettato in alto, in maniera che corrispondesse, anche se con una piccola approssimazione, all'area centrale di quella nuova. Si può quindi riconoscere una assai probabile intenzionalità di conservazione spaziale e 'centratura' di spazi sacri, non solo di tipo architettonico ma anche sacrale. Questa accoglienza del vecchio dentro il nuovo, sta a testimoniare una lunga tradizione di culto e la ferma intenzione di darle continuità nel tempo, con un legame ininterrotto pur se in strutture diverse, purtroppo i dati non sono ancora sufficienti a formulare ulteriori considerazioni".

Il Tempio B ed il ninfeo

E' il secondo tempio di Castrum Inui ad essere stato scoperto ed il più grande fino ad ora individuato. Il podio è largo circa 15 metri e orientato lungo l'asse OOS-EEN. L'edificio poggiava su un ampio basamento di estensione ignota, che lo rialzava dal piazzale circostante. La fase più antica di questo tempio sembra essere databile intorno al VI secolo a.C., quindi sono attestate delle sue ristrutturazione agli inizi e alla fine del V secolo a.C. ed una fase successiva alla fortificazione dell'area (IV-III secolo a.C.)

Sul podio, in epoca successiva, è stato realizzato un ninfeo, inquadrabile cronologicamente nel III secolo d.C..
I dati che emergono dallo scavo ci dicono che il tempio ebbe lunga vita, durante la quale fu sottoposto a restauri e ristrutturazioni, fino ad essere utilizzato come luogo di sepoltura, con la deposizione di almeno due inumazioni in anfore di produzione africana, purtroppo di difficile datazione a causa del loro stato di conservazione.

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Le due are in stile arcaico

Tra il tempio A ed il tempio B sorgono due altari in peperino, con orientamento divergente, cautamente datati al IV secolo a.C. e realizzati, secondo gli archeologi, con stile volutamente arcaicizzante (forse a segnalare il rifacimento "in stile" di strutture preesistenti).
Non è ancora chiaro se vi si venerassero due aspetti della medesima divinità o due numi che necessitavano di un rituale contemporaneo. La presenza specifica di questi due particolari elementi di culto costituisce uno degli indizi più pesanti circa la stretta connessione del luogo con lo sbarco di Enea.

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Il sacello di Esculapio

Adiacente al tempio B e sopra una cisterna arcaica è stato rinvenuto un piccolo luogo di culto, l'unico di cui è stata identificata la divinità, per via della statua in marmo raffigurante Esculapio scopertavi all'interno.
Il piccolo tempio fu probabilmente costruito nel I secolo a.C. quando il tempio B cessò di essere utilizzato e fu ristrutturato nel I secolo d.C.
Si conserva in buone condizioni la pavimentazione in mosaico con tessere bianche e nere. La statua del dio è invece databile al II secolo d.C.

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Il tempio A è stato scoperto a gennaio del 2007. Le foto sono state scattate in varie fasi dell'indagine, tra l'8 gennaio ed il 5 aprile.

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Esculapio

Figlio del sole, venerato come dio della medicina, ebbe capacità curative tali da resuscitare anche i morti e per questo fu folgorato dal re degli dei. Gli era sacro il serpente. Gli antichi ritenevano che bastasse sostare nel suo tempio per guarire da ogni male. Il suo bastone, con il rettile che vi si avvolge, è ancora oggi il simbolo internazionale della scienza medica.
Il suo culto fu introdotto a Roma nel III secolo a.C.

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Statua
di Esculapio rinvenuta all'interno del sacello

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L'enigmatico cubo di pietra con alloggio cilindrico centrale

Il cubo: una cassetta di sicurezza per le offerte?

Di fronte all'altare c'è una curiosa struttura monolitica di travertino. Si tratta di un cubo liscio e quasi perfetto di lato 93 cm (margine di errore di 1 cm). Sulla sommità è stata scavata un'apertura cilindrica interna, con imboccatura leggermente strozzata. Dei segni di grappe di bronzo fanno immaginare che l'oggetto avesse un coperchio. Il blocco poggia su due lastre di travertino unite da grappe di piombo fra loro ed al cubo con grappe di ferro. Questo basamento è leggermente sporgente. Le diagonali del cubo sono perfettamente orientate con i punti cardinali, i lati seguono l'orientamento nord-est/sud-ovest del tempio A.
Secondo gli archeologi si tratta di un thesaurus monumentale, una specie di salvadanaio-cassetta di sicurezza destinato a raccogliere le offerte dei fedeli e a renderne complicato il furto per i malintenzionati.
In tal caso resta funzionalmente curiosa la scelta di fissare il cubo al suo piccolo basamento e con ben 10 grappe.

Thesaurus

Calotta di bronzo che fungeva da coperchio del thesaurus del tempio romano di Sora. Una fessura consentiva di inserire le monete.

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Thesaurus del tempio di Ercole a Tivoli. La parte inferiore era inserita in un basamento. Ai lati aveva delle maniglie per consentire le manovre di svuotamento.

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Simbolismo in pillole

ll quadrato rappresenta lo spazio
e la perfezione della terra

il ritmo delle età del mondo
l'universo creato e stabilizzato,
la riunione delle potenze di
Afrodite, Demetra, Hestia e Hera.

 

Il cerchio rappresenta il tempo e la perfezione degli dei.

Il cerchio in un quadrato simboleggia la divinità all'interno della materia

Il cilindro simboleggia il collegamento tra il cielo e la terra.

La porta del Castrum

L'area sacra fu fortificata con poderose mura di tufo presumibilmente intorno al IV — III secolo a.C., divenendo quello che i romani chiamavano "Castrum". Gli scavi hanno fino ad ora consentito l'individuazione di una delle porte di accesso alla fortezza, che, nella sua parte esterna era coronata da un arco, di cui resta visibile un'accenno.

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Il Castrum era la fortificazione nella quale risiedeva in forma stabile o provvisoria un presidio militare romano oppure una una fortezza realizzata a protezione di un insediamento civile.

Le strutture difensive tipiche erano costituite da uno o più fossati esterni, un muro con torri di avvistamento perimetrali e delle porte di accesso.

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La cisterna

Al di sotto del sacello di Esculapio è stata rinvenuta una cisterna in tufo, realizzata con blocchi di grandi dimensioni e copertura a volta. La struttura, ancora in fase di scavo, è intatta, e dotata di due pozzi di areazione ed ispezione, muniti di pedarole. La riserva d'acqua è di dimensioni considerevoli (circa 30 metri x 3).

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