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Danae, Danu... chi era costei?

Danao

Re Belo, figlio di Libia e Posidone, dalla moglie Anchinoe, figlia del Nilo, ebbe i gemelli Egitto e Danao ed un terzo figlio, Cefeo. Egitto ebbe da varie donne 50 figli, il gemello Danao ebbe, da varie donne, 50 figlie. Alla morte di Belo sorse una contesa per l'eredità ed Egitto propose un matrimonio di massa fra i 50 principi e le 50 principesse danaidi. Avvertito da un oracolo che Egitto tramava l'uccisione di tutte le danaidi, Danao costruì una nave per lasciare la Libia e portare in salvo le figlie. Essi si fermarono a Rodi e sbarcarono quindi nei pressi di Argo, rivendicandone il trono per volere divino. Il popolo si attardò a discutere e la comparsa di un lupo, che attaccò una mandria ed uccise un toro li convinse che era davvero volere divino che Danao divenisse re di Argo. Convinto che il lupo fosse Apollo, il nuovo re gli eresse il famoso tempio di Apollo lupo. Fu un re così potente che tutto il popolo prese il nome di danai. Le terre di Argo soffrivano di una terribile siccità dovuta all'ira di Posidone, che ne aveva prosciugato tutti i corsi d'acqua. Danao mandò le danaidi in cerca d'acqua, con l'ordine di placare l'ira del dio con ogni mezzo.

Danaidi

Le 50 figlie di Danao portarono nelle terre di Argo il culto ed i misteri di Demetra. Fu una di loro a placare l'ira di Posidone, divenendo sua amante e ottenendo una fonte d'acqua e la fine della siccità. Un giorno dal mare giunsero i figli di Egitto, reclamando la celebrazione delle nozze con le danaidi, cingendo di assedio la città al rifiuto di Danao. Alla fine il re acconsentì, ma diede a ciascuna di loro uno spillone, per uccidere lo sposo nel sonno. Solo Ipermestra disobbedì e salvò il suo sposo Linceo, che ne aveva rispettato la verginità. In seguito Linceo uccise Danao e regnò al suo posto. I giudici dei morti condannarono le danaidi a portare in eterno degli orci d'acqua bucherellati come setacci.
Danaidi erano anche chiamate le 50 sacertotesse addette al culto della dea lunare Danae, a loro spettava l'arte di scavare i pozzi, tracciare i canali e fornire l'acqua propiziando la pioggia.

Danae

Dea madre lunare, protettrice della fecondità della terra e delle acque, equivalente della Dam-kina (Ninki o Damgalnuna) dei sumeri, di Dinah (poi mascolinizzata Dan) degli ebrei, e di Dia dei latini.

Danae è anche la mitica fondatrice di Ardea.
Preto e Acrisio, discendenti di Danao, erano due re gemelli che regnavano ad Argo alternativamente. Danae era l'unica figlia di Acrisio, ma Preto giacque con lei. I due finirono in guerra e si divisero il regno, ad Acrisio toccò Argo e dintorni, a Preto toccò Tirinto e la costa. Acrisio fu avvisato da un oracolo che il nipote lo avrebbe ucciso, così fece rinchiudere Danae in una torre con le porte di bronzo (o in una grotta), custodita da cani feroci. Zeus scese in forma di pioggia d'oro su Danae e la fecondò e lei generò Perseo. Acrisio rinchiuse entrambi in un'arca di legno che gettò in mare. Spinta dalle onde presso Serifo l'arca fu trovata dal pescatore Ditti, fratello del re del luogo Polidette. Danae e Perseo vissero quindi presso la reggia. Il re, che voleva sposarla ad ogni costo, con uno stratagemma costrinse Perseo a partire per reperire una serie di oggetti magici, finì poi tramutato in pietra dalla testa di medusa, riportata dal giovane semidio. Danae e Perseo tornano quindi ad Argo, dove la profezia si compie in quanto Acrisio finisce accidentalmente ucciso per mano di Perseo.

Danae e Perseo, secondo una diversa versione del mito, approdano sulla spiaggia dei rutuli, qui la principessa sposa Pilumno, re del luogo (Pilumno e Picumno sono due gemelli divini, figli di Saturno, proteggono i neonati, sono associati ai boschi e agli uccelli), per poi fondare insieme a lui la città di Ardea. Quella fra Danae e Pilumno è un'unione fra una dea lunare ed un re bosco, esattamente come celebrato nel lago di Nemi. Alla morte di Pilumno Danae — che non invecchiava mai — organizza una flotta e riparte, diretta verso le terre del nord. Lascia sul luogo Dauno, re di Ardea antenato (o padre) di Turno.

Nel Nord Europa Danae è venerata come Danu o Dana o Anu o Ana o "dea bianca", dea madre e signora delle acque.
Al suo arrivo in tali terre Danae sposò Bilè, un semidio proveniente dall'Ade, in tal modo la luce sposò le cose profonde e le due potenze divine si unirono. Danae e Bilè ripresero il viaggio in mare verso l'Irlanda insieme, si impossessarono della "pietra del destino" e divennero, con il loro seguito e la loro discendenza i "Tuatha Dè Danann", i figli di Dana, esseri magici e fatati. La connessione con l'Irlanda, che non ci risulta mai indagata dagli studiosi, non è data solo dalla bella Danae, ma anche dalla presenza in quelle terre di un "Castello di Ardea" (Ardea Castle).

Danu è anche la dea primordiale delle acque della mitologia indiana, madre dei Danava, divinità demoniache probabilmente indicanti le antiche popolazioni della valle dell'Indo.

Dan è il nome di una delle tribù di Israele, discendente da Dan figlio di Giacobbe, e di due città della terra promessa. Questa tribù scompare dalla storia biblica.
La parola
dan o assonanti, si ritrova sparsa in tutta l'Europa e l'area del Mediterraneo: nei nomi di numerosi fiumi, (Don, Danubio, Dnjepr, nello stretto dei Dardanelli) e nei nomi di alcuni popoli (Danai, Danesi, Danuna). Sulla base di questa somiglianza linguistica alcuni, a partire da Robert Graves,
ipotizzano una qualche parentela etnica. Graves in particolare accosta la radice dn all'acqua. Altri la fanno derivare dal sumero dun, "padrone" o dall'accadico danu, "potente". Altri, sulla base degli studi sul popolo "shar-dana/shar-den", ipotizzano l'esistenza di un popolo di gente di mare che spadroneggiò per il Mediterraneo nel 1200 a.C.. Danuna è il nome di un'antica popolazione stanziata nella pianura di Adana (Cilicia) tra la fine del 2° e gli inizi del 1° millennio a.C. Sono citati nell’elenco dei ‘popoli del mare’ sconfitti da Ramesse III intorno al 1176 a.C. I documenti egizi del periodo riferiscono che queste popolazioni distrussero l'impero ittita e si stabilirono in Palestina.

 

Silvia Matricardi

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Danae

Danu